giovedì 20 febbraio 2014

" Si nun sei re, nun fa' legge nova e lassa er monno come se trova " - PARTE II








giacomo accusa. la partenza bloccata gli lascia l'amaro in bocca, ma decide di non dire nulla a barbara.
i due si fanno scudo dei propri problemi, e vanno avanti aspettando che le famose due settimane passino, facendo finta di niente.
barbara non cambia atteggiamento verso giacomo. e giacomo vedendo tutto normale, non si preoccupa assolutamente di quella prima buca sulla strada. decide di aggirarla come si farebbe istintivamente con lo sterzo, per non finirci dentro, fosse anche solo per poco.

i due continuano quindi a vedersi e a sentirsi, regolarmente.
giacomo trova sempre un po' di spazio in valigia per qualche problema seminato a roma, e barbara lo ascolta, viste le innumerevoli volte in cui si era trovata a reclamare in maniera educata senza avere ottenuto nessun cambiamento.
i due si vivono, con poco entusiasmo.
dopo svariati mesi, quasi allo scadere del secondo anno, barbara manifesta il suo desiderio di rimanere a londra e di non tornare piu'.
giacomo, per la prima volta ne è spaventato, sente che la frase è un'affermazione che non prevede risposta o dialogo.
ne è spaventato ma cerca di mantenere il controllo.
vede barbara diversa, ma per prigrizia, lo associa al nuovo lavoro e alla nuova residenza.
cosi' tanti cambiamenti fatti in cosi' poco tempo, lascerebbero il segno su chiunque, si dice.

durante il suo soggiorno, i due escono, erano stati invitati ad una cena da una collega di barbara.
una volta seduti, scoprono che la padrona di casa, una ragazza un po' fricchettona, per essere sicura che tutti parlassero e conoscessero tutti, aveva dato un ordine prestabilito ai posti.
un po' come a scuola quando l'insegnate separa i chiaccheroni, ecco, li era fatto per unirli, a caso, e farli chiaccherare.

giacomo si ritrova accanto a michael, uno stilista gay, simpaticissimo, e barbara accanto a brian, un atleta famoso per aver vinto anche una medaglia olimpica.
nessun problema, la cena è perfetta, la compagnia piacevole, e il gioco do-cojo-cojo riuscito. tutti parlano con il proprio dirimpettaio come non ci fosse un domani.

a fine cena, giacomo si rende conto che barbara non lo aveva mai cercato, neanche con lo sguardo.
non si insospettisce piu' di tanto, perche' a vedere brian, non era proprio il tipo di barbara.
lei odiava i biondi, cosi' fisicati poi, era a dir poco allergica.
i due rientrano a casa. è la sera prima della partenza. lui le salta addosso e la bacia.
lei ricambia il bacio, ma come intuisce movimento che fanno capire l'eventauale seguito., si blocca...
 lo blocca.

" sono stanca" poi hai preso il volo delle nove, ti dovrai svegliare come minimo alle sei, andiamo a dormire".
giacomo rimane prietrificato.
Di tutta la frase, l'unica parola chegli fa scattare l'allarme, non è il fatto di sentirsi rifiutato, giacomo è scioccato dal "ti" (dovrai svegliare).
fino a quel momento era sempre stato "ci" (dovremo svegliare).
 quel " ti" perfora la testa di giacomo tutta la notte, e il buco ottenuto viene sapientemente farcito con due etti di paranoie, una spruzzata di incazzatura e attacchi di panico q.b.
la mattina barbara non apre neanche gli occhi, nonostante la sveglia lasciata andare da giacomo, che tentava di farle aprire almeno gli iocchi, non foss'altro per salutarla.

nulla.
giacomo parte, ma con una cosa in piu' nella valigia, la sua impotenza, piegata in quattro, come lui del resto.
una volta a roma, avendo subodorato aria di crisi, giacomo comincia ad allarmarsi. la distanza che prima nutriva il loro amore ora nutriva le sue paure.
ogni gesto al lavoro, veniva inquinato da questa nuova sensazione di precarieta'.
sentiva chiaramente le vibrazioni sempre piu' deboli di barbara. sapeva che qualcosa era in atto, non sapeva cosa, e questa era la parte che gli metteva piu' angoscia.
la sera decide di chiamare per chiedere spiegazioni, o per sondare il terreno, ma non solo barbara non lo tranquillizza.. barbara non risponde proprio, perche' non era a casa.

" Si nun sei re, nun fa' legge nova e lassa er monno come se trova " - PARTE III, domani 21 febbraio

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