un blog per sopravvivere al mal d'amore e per non annoiarsi sul trenoaltavelocita' roma-milano
domenica 2 febbraio 2014
" SE MI LASCI, SEI UN CANCELLO" - PARTE III
si, marina risponde ed accetta l'incontro.
si, marina va all'appuntamento.
si, marina si illude che giulio sia rinsavito.
si, marina è ancora innamorata.
in queste situazioni, quello che avviene tra la telefonata e l'appuntamento non è altro che un festival di ipotesi miste tra realta' e proiezioni. tutto cio' che si teme e cio' che si desidera, in unico film.
virgole che diventano apnee, punti di interrogativi che diventano ostacoli, e punti di sospensione che diventano pugnali.
marina non nasconde le sue paure, ma le affoga volentieri di fronte ai suoi "vorrei" e i suoi "desidererei".
si vedono al bar, al solito bar. per scaramanzia, marina non ne aveva parlato ad anima viva.
forse piu' per paura, ma "perscaramanzia" suonava meglio per l'autostima.
eccolo, arriva.
i suoi passi vengono effettuati al rallentatore, marina si offre una realta' in slow motion, in armonia con i suoi battiti, non voleva perdere neanche un dettaglio di quel momento.
i mesi passati, solo e perso, gli avevano regalato un aria da maledetto che gli stava maledettamente bene. "maledettote".
marina percepisce immediatamente voglia di baciarlo, per cui decide di comportarsi di conseguenza. diventa fredda e non glielo fa capire.
lui dapprima imbarazzato, cerca di essere sciolto e di rompere il ghiaccio.
fa finta che lei non sappia nulla delle sue ultime vicissitudini.
e tra un " comevaillalvoro?" e un "haipoiritiratolanuovatv?" arriva la domanda.
marina sa, e preparata, pesca virtualmente la sua risposta dalla tasca, come si fa con il discorso che si prepara per ritirare un premio (non ero pronto a questa possibilita', ma ho comunque buttato giu' due righe).
mentre lei immagina il ritiro del premio, le sue buone intuizioni-visioni su giulio confermate, le amiche che devono ammettere che aveva ragione, i genitori che lo riabbracciano mentre dicono "seisemprestatounodifamigliapernoi", giulio interrompe le chiacchere ed enuncia la frase:
in realta' arriva prima il labbiale, come fosse fuori sink, perche' marina aspettava una frase ben precisa, per cui quando esce altro, marina non lo percepisce immediatamente..
" sai non pensavo avrei trovato il coraggio di chiamarti per chiederti una cosa del genere,
ma l'ho fatto, quindi te la chiedo.. è passato cosi' tanto tempo....ma sono veramente disperato.
mi servono dei soldi.. tu puoi prestarmeli?"
marina pensa di impazzire
crolla tutto, il vestito, la premiazione, il discorso finto nn preparato, le telefonate alle amiche " ve lo avevo detto che giulio non era cosi ", lei mentre fa colazione nello stesso bar l'indomani dopo aver fatto di nuovo l'amore.. insomma, marina si fa ripetere due volte la frase, perche' riesce a risalire dalle sue vecchie proiezioni per doversi buttare nel suo nuovo incubo, a fatica.
-" cioè, mi hai chiamata per farti prestare dei soldi?"
- "..e per sapere come stai, ovvio"
dissolvenza.
nel senso che si dissolvono tutti quei mesi, quelle settimane ferma a capire, quei giorni ferma ad aspettare, quelle ore ferma a sperare, quei minuti ferma a fissare il cellulare che non squillava mai.
vuolesoloisoldistostronzo.
e poi un timido "..si, cioè dipende, quanto ti serve?"
lui, seccato " 5000 marina, almeno 5000 euro "
marina urla, vomita, scalpita, crolla, si accascia, rantola e piange, dentro.
ma fuori decide di non fargli arrivare proprio nulla.
" non ti prometto nulla, ma ci provo"
lui " sapevo che mi saresti stata d'aiuto, sappi che lo apprezzo ".
un anonimo bacio sulla guancia, giulio si alza e se ne va.
il nulla, intorno a se', dentro di se', davanti a se', dietro di se', marina torna a casa galleggiando nella merda che giulio le aveva sapientemente spruzzato addosso.
iniziano cosi mesi di silenzio.
giulio dopo l'incontro sparisce, forse resosi conto della figura di merda, forse per tutelare marina o piu' probabile perche' i soldi poi, li aveva rimediati altrove.
non un messaggio, non un segnale.
marina rimane appesa mesi dopo quell'evento. dopo di che decide di rimettersi a vivere la sua vita.
e per vita, intendo il triste copione che conosceva a memoria, quello che lo aveva portata a giulio.
incontra solo personaggi che la scartano, che le raccontano bugie, che la tengono a distanza.
nelle "relazioni" lei entra e esce come lo si fa con un nuovo sport da adolescenti. iniziando e non finendo mai nulla. neanche finendo di stare male.
oramai l'entusiasmo si esaurisce ancor prima che venga scaricata. marina ha affinato la tecnica
del " ti richiamo io".
sembra che la sua volonta' sia non sentire piu nulla.
capire di non poter provare piu' nulla.
nulla, fino a che non incontra maurizio.
l'unico ragazzo sembra non darle " l'istruzione per l'autodistriuzione".
maurizio riesce a incuriosirla, a tirarla dentro, come mai nessuno sembrava aver fatto in quei mesi.
coup de scène!
noi amiche siamo contente, e per noi, intendo anche io, fin tanto che maurizio non mi viene presentato di persona.
maurizio è unto, ambiguo, non guarda mai dritto negli occhi quando parla, nasconde sempre il cellulare quando squilla, e cambia stanza per leggere i messaggi ricevuti.
mi trattengo fin tanto posso, poi sbotto prima con battute cattive a lui, poi con parole pesanti con lei.
marina si difende, lo difende, e mi ricorda che lui è l'unico che sia riuscito a tirarla fuori dal baratro, a farla rimettere in gioco e a farle dimenticare giulio.
io esco dai gangheri e le ricordo che non si cancella uno stronzo con un altro stronzo!
marina fa muro, non vuole che io scoppi la sua bolla tenuta in piedi con tanto sforzo.
non vuole capire.
" SE MI LASCI, SEI UN CANCELLO" - PARTE IV , domani 3 febbraio
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