venerdì 14 febbraio 2014

"SACCO VOTO NUN SAREGGE DRITTO" - PARTE III




a volte, e dico solo a volte, le relazioni dovrebbero misurarsi sull'amore scambiato.
termometro ideale, dicono.
invece spesso, e intendo molto spesso, le relazioni si misurano sul grado di sfida.
dei veri e propri bracciodiferro, con unica colonna sonora, il dolore.
a chi resiste di piu', ovvero a chi molla per ultimo.

valentina si reimette nella relazione con un assetto nuovo, "vincere".
lei stessa probabilmente, anche piu' di quanto volesse ammetterlo, lo sapeva.
voleva solo vincere. ma lei continuava a parlare di legami, di amore, di sentimenti.

quella relazione non le portava nulla, non le dava nulla, non la nutriva.
 anzi, se mai il contrario, la indeboliva.
ma lei rimaneva li-ferma, trovava alibi, scuse, buoni motivi, nuove intenzioni.
ettore, dal canto suo, non si poneva neanche la domanda.
tra i due, durante gli incontri, c'era tanta comprensione, non piu' di quella che si puo' trovare
alle riunioni degli alcolisti anonimi, tra un partecipante e l'altro.

" sono come te, non ti giudico, ti sono vicino".

la loro era una guerra, persa in partenza.
ettore era un masochista, anaffettivo e viziato.
valentina una solitaria, insicura e con la sindrome del gioco d'azzardo:
"stavolta andra' meglio, ho perso fino a adesso, ma non perdero' ancora".

ecco. questa era la colla che teneva legati i due malcapitati. almeno a parer mio.

valentina finalmente si sciogle e mi chiama.
la sua analisi è lucida.
mi dice che ettore aveva avuto un cattivo esempio dai genitori, che lui era capace di amare, se no lei non sarebbe rimasta con uno che non la faceva sentire desiderata (per quasi un anno), che aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse a volersi bene, accettarsi e che gli potesse insegnare l'arte dello scambio.
ovviamente quel qualcuno era lei.
si era autonominata salvatrice, insegnante, guru.
in poche parole infermiera.
ma si sa, le infermiere fanno una brutta fine... ma non perche' devono aiutare quotidianamente un malato, ma semplicemente perche' :
uno- non gli viene riconosciuto neanche un rimborso spese, fosse anche in moneta-gratitudine.
due- perche' la categoria, dachemondoèmondo, non ha mai ottenuto i risultati sperati.
tre- perche' chi si vuole occupare in maniera cosi' morbosa di qualcuno, in realta' è perche' non si vuole occupare di se' stesso.
come puo' quindi una persona che non sa prendersi cura di se', prendersi cura di qualcun'altro, e peggio come fa ad insegnargli ad amarsi?
l'assurdo nell'assurdo.
immediatamente manifesto la mia disapprovazione. ma valentina non aveva bisogno di essere contraddetta, aveva solo bisogno di sentire il sapore di quella delusione, e nessuno poteva raccontarle che sarebbe stata amara, doveva assaggiarla da sola.

i giorni a seguire, neanche avesse origliato la nostra conversazione, ettore diventa mansueto, accomodante, affettuoso e rispettoso.
anche io posso sbagliare penso. (o anche no)

ettore invita valentina in campagna.
valentina parte fidanzata e al ritorno, dopo circa 3 giorni, sulla la cassia bis altezza labaro-primaporta, viene lasciata tra le urla di lui che declama la sua incapacita' di stare al mondo e di amarlo.
nulla di nuovo.
il festival del dolore ricomincia.
stavolta ettore certifica la fine del loro rapporto anche su facebook. mai fatto.
prima la cancella, poi cancella le loro foto, poi cancella tutti gli amici in comune.
da bravo serial killer, cancella ogni traccia di lei.

stavolta valentina è distrutta. non puo' pensare che dopo quei giorni di "amore", si possa passare a cotanto odio e peggio che mai, a cotanta indifferenza.
la missione viene portata fino alla fine.
ettore cambia la foto del profilo e mette una foto che lascia poco all'immaginazione e all'interpretazione.
lui, a petto nudo, mentre sorride.
nessun lutto fisiologico, nessuna depressione, nessun rimpianto, nessuna traccia della relazione finita.
valentina non si arrende.
continua a cercare di capire, interpretare, dedurre, domandarsi e rispondersi, come se a fine mese qualcuno la retribuisse.
giornate intere, pomeriggi interi, e a volte nottate intere. una malattia.
per mettere fine a quell'agonia, una volta interpellata, le annuncio decisa che ettore aveva chiuso, si doveva rassegnare.stava solo perdendo tempo.
nessuna delle sue pippementali poteva portarla altrove da quell'affermazione:
era finita.
valentina non si arrende, mi ricorda ogni singolo aneddoto dell'ultimo weekend in campagna, ogni singolo gesto, ogni parola, mimando anche le espressioni che avevano accompagnato tutto il repertorio campagnolo.

ma nulla. non mi bevo le sue illusioni. valentina invece si, non solo le beve, ci si ubriaca.

io sparisco di scena. sapevo che il tempo avrebbe fatto il suo corso.
l'estate passa, tutta, come il viaggio in tunisia, senza nessun contatto.

settembre.

valentina ha passato la sua estate in compagnia dei suoi "ma" e dei suoi "perche'", ma aveva quasi digerito l'evento, qualcosa si era rotto, e non solo i suoi cojoni.

una sera, in piena forma, abbronzata, e di buon umore, da un appuntamento a delle amiche a campo dei fiori.
all'appuntamento di presentera' ettore.


"SACCO VOTO NUN SAREGGE DRITTO" - PARTE IV domani 15 febbraio

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