come da copione i nomi sono inventati per rispettare la loro privacy e per lasciare la mia macchina intatta, senza righe e con gli specchietti attaccati.
marina compie varie piroette prima di arrivare a giulio.
piroette nel senso quasi vero del termine, perche' viene spesso piroettata fuori dalle sue storie, sempre con lo stesso triste copione. lei si innamora di lui, lui o la lascia per un'altra, o la tiene con un'altra, o scopre di voler altro dalla vita, o decide che non è il loro momento.
tutto questo per dire che marina, arriva abbastanza satura e provata alla storia con giulio.
lui pero', la accoglie a braccia aperte, consapevole che qualsiasi percorso sbagliato lei potesse aver fatto, quel percorso, l'aveva condotta a lui. e questo gli bastava.
credo che questo si possa chiamare semplicemente, amore.
la loro storia passa attraverso alti e bassi, lei con un lavoro sicuro e ben pagato in una grande multinazionale, lui insegnante di yoga, prima full-time, poi part-time, poi due giorni a settimana, poi lezioni private, poi mi-presti-i-soldi-per-fare-un-corso-di-aggiornamento?
ma sappiamo che l'amore è anche questo, un po ti appoggi su di me, poi, un po' io su di te..
la vita va avanti, ma le prime piccole crisi non si fanno aspettare.
giulio, forse a causa del lavoro sempre piu' precario, forse a causa del lavoro di lei super solido e ben retribuito, o forse per una lazio sempre piu' scarsa, cade nello sconforto e come reazione sceglie, ad una ben piu' classica depressione, la mondanita'.
giulio sembrava non aver piu' una casa.
quei pochi soldi che guadagnava, li spendeva, li offriva, qualsiasi fosse la compagnia, il momento o l'occasione.
marina all'inizio, tollerava, capiva, deduceva, intuiva, poi si è rotta i cojoni.
non capiva quella regressione, quel volersi umiliare, e usare i pochi soldi per situazioni inutili e non per investirli nel proprio lavoro o nella vita di coppia.
giulio sembrava voler sentire il rumore, il rumore netto della corda che si rompeva.
e il suono non tarda ad arrivare, sotto forma di porta che sbatte, dopo l'ennesima bolletta non pagata, e dopo l'ennesimo reclamo della banca per un prestito non pagato, fatto per lui, attivato a nome di lei.
marina sa che non è altro che una reazione ad un brutto periodo che stava passando, che lui è altro,
ma questo non gli faceva avere il nullaaosta per mancarle di rispetto, umiliarla e lasciarla da sola.
in una storia, per fare andare bene le cose, servono due persone,
per farla andare male, ne' basta una sola.
marina lascia giulio, e lui,
( " SE MI LASCI, SEI UN CANCELLO" - PARTE II , domani 1 Febbraio. )



