ripensando alla rubrica, mi è venuto in mente cos'è che mi affascina veramente dell'amore..
non rimango mai colpita od incuriosita dalla storia di due simili, due ricchi, due racchi, due sfigati, due belli, due ambiziosi, due drogati...
la morbosa curiosita' ovviamente nasce dal contrasto.
e nella fattispecie, mi ha sempre affascinato come i brutti o i diversamente belli, gestiscano i loro rapporti amorosi.
una di queste è sicuramente DIANA VREELAND, chiamata " il mio orribile mostricciattolo " dalla propria mamma, nata in un ambiente elitario e alla moda, e forse per questo ancora piu' spietato.
il rapporto complicato con la madre la spinge ad essere differente e ad essere sempre originale, fino a farle imparare a trasformarsi e a diventare una "splendidamente brutta".
ecco. mi son sempre domandata come un personaggio del genere, potesse rapportarsi al suo ambiente, dove la bellezza era la conditiosinequanon, riuscendo non solo a rimanere a galla ma anche a lasciare il segno.
ogni volta che penso a queste donne, mi rendo conto quanto sia importante l'errore, il difetto, l'anomalia. tutte parole associate al fallimento, mai alla vittoria.
(un po' la filosofia delle mie magliette..)
e invece DIANA ha sempre voluto esaltare la differenza-il difetto-la carenza-la lacuna, rendendola/o unica/o, anche quanto tendeva a stigmatizzare una persona, anche quando quella persona, era lei.
una storia d'amore durata 60anni, storia in cui lei è riuscita ad essere, sbagliata fino in fondo e poco attraente senza sentirne il peso, ma solo l'unicita'.
questi, secondo me, gli ingredienti base, per avere una relazione, non tanto duratura, ma speciale.
perche' si sa, anche se ce lo dimentichiamo spesso, che una bella storia d'amore, è con la persona che non ci chiede di cambiare ma ci tiene cosi come siamo, difettati dalla fabbrica.
ADo