si, marina rimane con maurizio.
si, marina continua a farsi del male.
si, marina continua a raccontarsi bugie.
se non ti dai un valore, nessuno lo fara' al posto tuo.
se non ti metti al centro della tua vita, nessuno lo fara' al posto tuo.
il quadro era disarmante. andando a monitorare la situazione di-tanto-in-tanto, scoprivo una marina sempre piu' sola, sempre piu' persa, sempre piu' determinata a distruggersi.
ma io continuavo a dirle sempre quello che pensavo, e lei continuava a proteggersi, dal proteggersi dal dolore.
marina, a parer mio, si stava punendo per aver ricevuto un rifiuto, dall'unica persona che avesse mai amato. e se faceva male prima, stavolta anziche una cicatrice, le sarebbe rimasto uno sfregio.
non una parola nel voler affrontare la situazione, non un gesto nel volersi salvare, non un indizio a voler chiamare le cose e le persone, con il loro nome, non un'intenzione a voler capire.
marina pensa di impazzire.
tutto quello che le usciva dalla bocca, non era altro che il suo vecchio repertorio.
il repertorio post giulio.
" con maurizio sta diventando una cosa seria " asserisce.
maurizio si limitava solo a presenziare alle cene, alle feste e alle uscite, a letto.
e poi ( grazieadioaggiungoio) ha smesso di limitarsi.
si infatti, dopo pochi mesi, una delle nostre amiche, lo vede a cena,
o meglio, lo vede a cena mentre bacia un'altra.
io speravo che lo schiaffo le avrebbe permesso di svegliarsi, che diventasse l'antidoto al veleno, che l'ennesimo fallimento-annunciato, l'avrebbe fatta cadere cosi forte per terra, che l'avrebbe costretta a rialzarsi.
mancopessogno.
....continuava a dire che era la sola responsabile, l'unica vera colpevole.
di aver perso giulio, di averlo poi umiliato, e poi di aver fatto scappare anche maurizio, buttandolo nelle braccia di un'altra.
io, arrivate a questo punto pensavo, se una sedia in faccia non ti fa nulla, bisogna che ti arrivi un tavolo sui denti.
le chiedo quindi di giulio, sicura di indispettirla, cercando anche di distrarla dalla salandra-maurizio, ma niente.
marina era un fiume in piena, si sentiva responsabile, nonostante sapesse che cosa stesse combinando lo scienziato (il maestro di yoga), e non si limitatava a colpevolizzarsi, poi confessa pure che ogni tanto giulio la chiamava e che si erano anche visti piu' volte, clandestinamente.
a quel punto capisco che piu' che il tavolo sui denti, le serviva un armadio in testa.
marina era cosi piena di materiale per girare pagina, che non farlo, avrebbe potuto diventare illegale e perseguibile.
mi dice che giulio la chiamava regolarmente e che il miglior amico di lui, li aveva invitati al suo matrimonio, e che il regalo doveva essere vederli arrivare insieme.
a quel punto anziche smontare la sua follia, cerco di venderle la mia.
le chiedo cosa volesse ottenere, e come si sarebbe potuta fidare di uno cosi, ancora, dopo tutto quello che le aveva fatto??
le propongo allora la prova del 9.
ovvero, le appoggiavo si, di presentarsi al matrimonio insieme al suo aguzzino, a patto che lei una volta li, avrebbe dovuto ricordargli tutto cio' che le aveva fatto, e per tutto intendo "TUTTO", e chiedergli perche' avrebbe dovuto fidarsi di nuovo o anche solo volerlo come amico.
marina pensa di impazzire, ma accetta e giura che lo fara'.
poche sere prima del matrimonio, giulio non sentendo marina da qualche giorno, le chiede di vedersi.
sapendo del matrimonio, e vedendosi reclamata per ennesima volta senza avergli mai dato corda, marina si sente piu' forte e si rilascia andare, e alla fine della splendida serata, prima di salutarlo, aspetta un bacio.
giulio se ne rende conto e allontanandosi dal probabile bacio, le sussura:
"mi sto vendendo anche con altre ragazze. non meriti di essere una delle tante. non meriti che io ti tratti ancora cosi. "
marina, ricordando a memoria tutti i discorsi, quello del premio, quello mentre aspettava la famosa telefonata, quello mentre impazziva, quello mentre si distruggeva ed infine quello del matrimonio, come un rutto agevolato da un buon bicchiere di cocacola ghiacciata, sentenzia:
" ah giulio, ma vattenaffanculo!"
si scanza e se ne va.
poche ore dopo, per educazione, marina chiama il futuro sposo, facendogli presente che non sarebbe andata al suo matrimonio, per via di una violenta lite con giulio. lui, di contro, dispiaciuto e mortificato, chiama e cazzia giulio, che richiama immediatamente marina per darle la sua dose.
al matrimonio giulio si presentera' con la sua nuova fiamma, una sconosciuta.
per la cronaca, una comparsa, una pora bestia, un topo da laboratorio ( che poche settimane dopo, lui si portera' anche in vacanza)
quando marina lo viene a sapere, prima piange ininterrottamente per 5 giorni, poi mi chiama per dirmi che aveva appena prenotato un biglietto per new york, che avrebbe girato tutta l'america, per tutto il mese di agosto, sola.
" SE MI LASCI, SEI UN CANCELLO " PARTE V, domani 4 febbraio





