venerdì 17 gennaio 2014

" ANNUNCIATRICI E DINTORNI "


una verita' che ho imparato a digerire nel tempo, sia capitata a me direttamente, sia a terzi, è che,
chi fa annunci (drammatici) durante un litigio, non ha intenzione, e intendo minimamente intenzione, di fare cio' che ha annunciato.

di norma, tutto cio' che viene annunciato, in una lite o in una discussione, corrisponde alla proiezione della paura piu' grande. quella che si fugge con tutte le forze.
per cui, l'urlo dell'annunciatore o annunciatrice, non è altro che la richiesta disperata che la minaccia, non debba essere mai mantenuta.

colui che è seriamente intenzionato a lasciare, tradire, sparire, ferire, mentire, dimenticare, non lo dirai mai, perche' quando una di queste esigenze abita una persona, l'annuncio è privato, come un lutto, portato a termine dopo un lungo ragionamento o un percorso azionato da presa di coscienza e sancito dalle azioni e non dalle parole, perche' portarlo all'aria, offrirlo ad alta voce alla persona interessata, ne annullerebbe la credibilita', quindi la volonta'.

categoria a parte " i serial ":
gli intimidatori o intimidatrici " serial ", si aggirano indisturbati, minacciando grandi azioni, di fronte ad un pubblico selezionato. il casting viene fatto a porte chiuse, gli esaminati sono ignari di essere stati scelti. la selezione nonostante scrupolosa, a volte, viene lasciata al caso.
( gli intimidatori accettano volontari )
i " serial " non annunciano mai lo stesso messaggio di fronte alla stessa persona.
sanno che un bis potrebbe fargli perdere la faccia.
i " serial " si nutrono delle reazioni altrui. piu' è forte e disperata è la reazione, piu' il livello di minaccia sale.
il " serial " puo' comporre le proprie minacce sul posto, è in grado di cucire su misura nuovi repertori,  personalizzando ogni volta a seconda della vittima, opera a domicilio, spesso auto o moto munito.

durante l'annuncio:
pause, espressioni, mimica facciale, toni, urla e insulti vengono scelti anche su richiesta, o per improvvisazione.

crudelta' pret-à-porter.




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