sabato 29 marzo 2014

"CHI E' CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA NEL CESSO" - PARTE VI







"vieni sotto casa mia, alle 8"

il messaggio non era di riccardo.
il messaggio era di maria.
maria aveva scelto la sua strada maestra, e contro ogni previsione, come sulle mappe, quella strada indicava riccardo, con la freccetta rossa, come localizzazione finale.

nessuno puo' dire a qualcun'altro, chi deve e chi non deve far parte della sua vita.
ma in  questo caso il rischio di fallire e di soffrire, di nuovo, era piu' alto della norma, e maria lo sapeva.

attenzione pero'.
un'intuizione, a volte, puo' arrivarci sotto mentite spoglie. puo' essere pauradirimaneredasoli, insicurezza, vogliadinonperdere o nonlodeveaverenessunaltrasenonpossoaverloio mascherati da decisione.
in questi casi bisognerebbe si, affidarsi alla propria strada maestra, ma anche aggiungere una botta di culo q.b.

riccardo e maria si rivedono. maria ha tutti i fili scoperti. una sorta di allegro chirurgo sentimentale.
e lui sapeva che, appena toccato qualche bordo scoperto, le possibilita' di riuscita sarebbero dimunite radicalmente.
maria aveva paura, aveva paura che lui non la volesse tanto quanto lei voleva lui, aveva paura che non dicesse la frase che in realta' aveva immaginato sentire, aveva paura di essere nuovamente delusa, e aveva paura di percepire di nuovo il fallimento, si, anche in un verbo troppo debole.
le energie si muovono sotto forma di vibrazione, si sa, e maria vibrava come una cassaforte con  combinazione e pochi tentativi a disposizione.
riccardo, affondato, aveva cominciato una sorta di festival del meaculpa. peccato che lei non volesse sentire cosa aveva sbagliato prima, perche' c'era e sapeva, lei voleva sentire cosa non avrebbe sbagliato dopo, e quanto era disposto a dare una volta riavuta la sua donna.

in questi casi si apre una sorta di tacita trattativa.
ogni parte cerca di esporre in maniera efficace le proprie ragioni cercando e sperando che si incastrino e collimino perfettamente con quelle dell'altra parte.
ma è un gioco scorretto, perche' man-mano che riccardo offriva, dall'altra parte la richiesta di maria cresceva in tempo reale, e in maniera esponenziale.
l'offerta non copriva mai la richiesta finale.

riccardo stava quasi mollando quando l'aiuto arriva proprio da chi stava cercando di sabotarlo con tutte le forze.

"io non voglio cambiarti, ma tu non cercare di cambiare me. quello che ti chiedo non è di diventare perfetto, non mi sono innamorata di te perche' ti pensavo perfetto. ma se rimani, devi giurarti/mi che è per stare bene, non per rifarsi del male."

la sua cyrano aveva le idee chiare, se poi ci si aggiunge che lo amava disperatamente come il primo giorno, non ci vuole molto a capire che riccardo aveva trovato e aveva davanti a se',
la donna della sua vita.

dissolvenza.

 dopo qualche mese di frequentazione, il giusto tempo per riprendere le misure, riccardo e maria ufficializzano il loro revival. ma riccardo sentiva che mancava qualcosa.

passati un paio di mesi, riccardo le chiede di sposarlo.
maria accetta.

oggi stanno insieme da 5 anni, hanno avuto una bellissima bambina,
e stanno provando a darle una sorellina.
ma cio' che piu' importante, ripensando al loro "buco", sia riccardo sia maria, sono sereni nell'asserire che senza quel dolore, non avrebbero capito l'importanza che avevano l'uno per l'altra.

io per prima non avrei scommesso neanche mezzo kinder bueno su questa coppia, ma a volte, come si è gia' detto, solo quando si comincia a mettere in conto di perdere qualcosa, ci si mette nelle condizioni di poterlo vincere veramente, quel qualcosa.

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