lunedì 13 gennaio 2014

" CHI DORME, PIJA I RESTI " - IV e ultima PARTE

la vacanza non ha nulla della vacanza.
una lotta, una sfida, una gara, un combattimento, una contesa, un confronto, un duello, ma nulla che abbia a che fare con una vacanza. nulla.
un festival di alti e bassi.
pero', se a roma, patrizia sembrava trovare solo indizi per chiudere, in vacanza, nonostante i continui scontri, sembra non trovarne abbastanza.

 come una piccola malattia, la vita li allontanava, e come una lenta medicina aspettata, il riunirsi li guariva.

questa altalena dilania patrizia che, allo stremo delle forze, mi chiama.
la mia, è una semplice risposta. una frase. una frase che lascia patrizia spiazzata, perche' cosi alla sua portata, ma mai presa in considerazione.

le consiglio di non mettere piu' a setaccio o al microscopio, ogni gesto, respiro e azione di mauro.
ma di guardare cosa queste dinamiche provocavano in lei.
cosa voleva patrizia, veramente? era felice cosi'?
voleva passare la sua vita accanto ad un uomo che non avrebbe mai decifrato e che non si sarebbe mai posto la domanda: "la mia donna è felice?"
patrizia a questo mio suggerimento crolla, crolla di fronte alle mille bugie raccontate, alle mie scuse trovate, alle migliaia di offese che si era rivolta, e per le innumerevoli mancanze di rispetto che aveva tacitamente accettato.
déjà-vu.
il resto della vacanza prende una nuova piega.
quella telefonata e la successiva presa di coscienza funge come da tappo. tutto viene risucchiato verso l'uscita e improvvisamente il fare elemosinoso di patrizia, viene sostituito con un fare sicuro e consapevole senza neanche passare dal via.
7 anni. patrizia non avrebbe sprecato un minuto di piu'. 7 anni, cazzo.
appena tornati a casa, patrizia, non solo non disfa le valige, ma ne riempe altre due con le cose rimaste negli armadi, oggetti personali, accessori, creme, assorbenti, regali, libri, dvd, prende tutto con la scrupolisita' chirurgica di una persona che sa che quello sarebbe stato ultimo giorno in quella "sua" noncasa.
mauro all'inizio, neanche si accorge del minitrasloco in atto, poi una volta accortosi, freddo come una birra lasciata troppe ore nel freezer, rilascia una sorta di ultimatum:
-" sai che se te ne vai, poi, qui, non ci metti piu' piede.. ".
la frase tuona prima come una promessa, poi come una minaccia, poi come una speranza alle orecchie di patrizia.
sa che se riesce a varcare quella soglia, non dovra' piu' far finta di essere felice, non dovra' piu' far finta di non essere frustrata, e sopratutto non dovra' piu' far finta di non volersi bene.
nonostante la lucidita' che aveva preso residenza dentro di lei, patrizia tergiversa per uscire.
perde tempo a cercare gli ultimi inutili oggetti in giro per la casa.
mauro se ne accorge, capisce che le sue parole l'avevano ancorata al terreno e sicuro di se', bofonchiando qualcosa, raggiunge la sua postazione " tristezza ", sul divano a fissare il vuoto.
vedendo la sua reazione, a patrizia schizza il sangue su al cervello, come le fosse stato iniettato con una mazzafionda.
torna indietro, direzione camera, raccoglie quello che aveva raccimolato e senza annunci e frasi ad effetto, impugna la maniglia della porta blindata, passa la soglia come fosse una prova di sopravvivenza dei grandi reality di canale 5 e si vede proiettata nella sua nuova vita.
è salva.
a sancire il passaggio, il frastuono della porta blindata sbattuta senza pieta'.


mauro non ha ricercato patrizia per un paio di mesi, forse aspettandosi di vederla tornare e per poi rifiutarla.
patrizia ha rincontrato gianluca, e dopo pochi mesi si sono innamorati.
oggi vivono insieme e hanno due bambini.
mauro alla notizia è impazzito, poi ha fatto finta di essere felice per lei, ma ad oggi,
a distanza di tanti anni (quasi 9), cova ancora la sua poltrona, e non si è piu' fidanzato.


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