la storia di oggi ha come scenario un'incantevole e molto grigia milano.
maria e riccardo si conoscono prima tramite amici comuni, poi finiscono anche col collaborare insieme.
riccardo lavora in pubblicita', maria fa la scrittrice-giornalista.
i due si piacciono subito. senza partire pero' in quarta. forse una degna conseguenza dell'uscita fresca da una storia importante di entrambi.
la frequentazione, da subito, sembra un po' asimmetrica, pende palesemente dalla parte di maria, anche se riccardo fa di tutto per dimostrare il contrario.
in realta' i due sono molto complici prima che innamorati, e questa "colla" ha doppia funzione in alcune coppie.
la prima, era che, anche durante periodi un po' burrascosi, i due trovavano sempre i lati positivi dello stare insieme, e secondo, la'-dove mancava l'attrazione o la consapevolezza di voler stare insieme, subentrava comunque il gioco di squadra, ovvero il non voler abbandonare il gioco, per non perdere il rapporto con l'altro, fosse anche solo la loro bella amicizia.
dove c'è complicita', rispetto e attrazione, mi si insegna che c'è materiale sul quale lavorare e per cui lottare. ça-va-sans-dire.
ma anche fatta questa premessa, la storia trottava comunque tra alti e bassi.
non c'era sufficente comunicazione, si lasciava quindi del malcontento, del non vissuto, del non compreso. tanti buchi. i due seminano, strada facendo, tanti buchi.
ma possiamo parlare comunque di una relazione "sana".
parallelamente, riccardo aveva preso molto a cuore il suo lavoro e la sua voglia di emergere in una citta' dove sentiva molta competizione sul lavoro, soprattutto con le persone piu' grandi e apparentemente, con quelle con piu' esperienza di lui. non era mai sazio, e se a volte maria lo supportava, altre volte, sentiva che il loro rapporto lo limitasse.
non sapeva se era un suo limite, dettato dalla sua indole, da qualche insicurezza, dalla paura di vincere, o se il suo sentirsi fidanzato lo facesse sentire handicappato, veramente handicappato.
fatto sta che a furia di fare bene il suo lavoro, riccardo ottiene finalmente un riconoscimento, anzi il riconoscimento.
diventa direttore creativo dell'agenzia in cui era entrato come "matricola-portacaffe'" solo 5 anni prima.
giovanissimo, appagato, realizzato. ambizioso.
ovviamente il tutto viene condiviso con maria che non solo è fiera dell'ascesa della sua dolce meta', ma lo incita a fare meglio, anzi, di piu!
lui la prende immdiatamente in parola.
i due festeggiano e fanno anche nuovi progetti, ripromettendosi pero' di passare piu' tempo insieme, perche' a detta di maria, la sua nuova posizione aveva sabotato tanti weekend e tante serate che prima le venivano dedicati. lei non glielo faceva pesare, ma semplicemente notare.
di fatto non era un'impressione, da quando ricopriva il nuovo ruolo all'interno dell'agenzia, i ritagli di tempo che lui le dedicava, erano sempre meno e sempre piu' brevi.
dissolvenza.
i giorni passano, tutti un po' uguali, fino a quando in ufficio, comincia a girare una voce, sempre piu' insistente, ovvero che si stava per aprire una nuova agenzia, una sorella gemella, a parigi.
se dapprima riccardo esplode di gioia e la notizia gli inietta adrenalina in corpo, l'effetto viene diluito e scema non appena a contatto con la realta', la sua realta'. riccardo percepisce la notizia come la fine della sua storia con maria.
non avrebbe mai retto a distanza, lei reclamava gia' ora che vivevano sotto lo stesso tetto milano-milano, figuriamoci diverso tetto, milano-parigi. per non parlare poi dell'idea di lei sola a milano.
riccardo era devastato, irrimediabilmente.
digerita quindi la notizia e le devastanti conseguenze, reclamato dai capi dell'agenzia per confermare il suo trasferimento,
senza premettere nulla a nessuno, punta la sala-riunioni, e sbalordendo tutti, si chiama fuori dal progetto "paris" senza alcuna spiegazione.
togliendosi dal progetto, non solo rinuncia ad una nuova posizione, a nuove respoansabilita', ad una nuova avventura, ma anche ad un grasso, grassissimo stipendio. un kamikaze.
i giorni che seguono la decisione (mai comunicata a maria), sono l'inferno.
inconsciamente, ma anche po' consciamente, riccardo, voleva far pagare all'ignara maria, le conseguenze della sua decisione.
non osava dirglielo, ma nello stesso tempo, non osava perdonarglielo.
i mesi che seguono l'aborto parigino, sono devastanti. maria era colpevole di non aver lasciato riccardo crescere nel suo lavoro, anche senza averlo fatto veramente.
poi, dopo 4 mesi di agonia, maria chiede chiarimento di cotanta cattiveria e aggressivita' e riccardo come con la notizia di parigi, senza alcune condivisione e/o spiegazione, dopo 5 anni di amore devoto, lascia maria.
"CHI E' CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA NEL CESSO" - PARTE II, mercoledi 19 marzo

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