venerdì 21 marzo 2014

"CHI E' CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA NEL CESSO" - PARTE III



riuscire a capire i meccanismi di una simile apnea e di una simile esplosione di consapevolezza, a volte lungi dall'essere possibile.
riccardo aveva prenotato le sue lacrime, le sue urla, e la relazione di maria, in un packaging di dolore e disperazione.
il dolore è una brutta bestia quando non viene messo in conto. ci torce, si dimena e a volte ci dilania.
crea buchi.
e riccardo era cintura nera di buchi-fai-da-te.
infatti, a grande richiesta, non cerca ne' un confronto con un amico per decifrare il volta faccia dei suoi sentimenti, ne' tanto meno una conferma se quello che stava per fare fosse la cosa giusta da fare.
la fa e basta.

riccardo decide quindi di chiamare maria. si, la chiama, subito, ora.
la follia abitava anche a casa di lei a quanto pare, perche' maria risponde. come nulla fosse.
lui le chiede di vedersi, urgentemente.
lei accetta.

l'invito sa di riepilogo, di possibilita', di imprevisto, di bilancio, di ripensamento, di cazzata.

noi donne si sa, spesso siamo stacanoviste del dolore, del dramma prêtàporter e del cattivo gusto.
maria aveva accettato- dice- non foss'altro per avere una visione completa dello stronzo che era il suo ex.
è importante lasciarsi uno stronzo intero alle spalle, mezzo rimane scomodo.

e incontro fu.
come da copione, maria rimane muta come sulle pareti del bar fosse appeso un divieto con tanto di cartello "non parlare".
 riccardo nonostante il posto (neutro) scelto da maria gli fosse andato bene, rimane anche lui in silenzio per qualche minuto a voler rispettare le regole immaginarie di un veto che faceva comodo a tutti e due.
dopo 3 chinotti e due birre, finalmente il coraggio.
le spiega tutto, come se la penetrazione eseguita da un altro fosse stata la parola d'ordine per avere la soluzione all'enigma.
maria ascolta e rimane di sasso.

riccardo si apre come un armadio chiuso da anni, i cui scaffali interni avevano ceduto, e tutto viene fuori con una potenza tale da rimanerne stravolti.
riccardo spiega che quella sua ascesa al lavoro era qualcosa che lui non sentiva veramente sua, gli sembrava obbligatorio avere un tipo di ambizione del genere nell'agenzia dove lavorava, che fosse giusto, viste le sue potenzialita', la sua eta', il suo talento che lui fosse completamente disponibile a crescere lavorativamente costiquelchecosti.
ma la cosa che gli faceva piu' male, era che quella sete di potere e di successo non gli era mai combaciata, per cui, pur di non ammettersi che lui non era cosi attaccatto al lavoro e competitivo come richiesto, aveva preferito dichiararsi sabotato da lei.
doveva giustificarsi con se' stesso, l'aver rinunciato a cotante opportunita'andava spiegato in qualche modo.
continuando poi con il fatto che lui la amava come non aveva amato nessuna, che pero' l'idea di perderla in quel momento gli faceva meno paura di ammettersi che era un cojone.

touché.

maria lo guarda, si alza, con la sinistra impugna la borsa, e con la destra lo colpisce in faccia.
dissolvenza

"CHI E' CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA NEL CESSO" - PARTE IV, lunedi 24 marzo

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