un blog per sopravvivere al mal d'amore e per non annoiarsi sul trenoaltavelocita' roma-milano
lunedì 17 settembre 2012
" MO TE MAGNI QUELLO CHE TE SEI CUCINATA " (4°TEMPO)
il silenzio restituisce le parole a chi le ha finite.
a volte sembra toglierle, ma in realta' le sta solo sostituendo.
raffaella non ha piu' avuto a che fare con cesare da 10giorni.
poi quando le non-telefonate erano diventate la nuova normalita', cesare ri-irrompe nella sua vita.
con un invito, inopportuno, ambiguo, speciale..
la invita al mare.
l'invito sa di riepilogo, di possibilita', di imprevisto.
lei, contro il mio suggerimento, va. accetta.
l'appuntamento , che dapprima sembrava un riavvicinamento, prende subito il sapore dell'ennesima punizione.
lui le ronza intorno, ma non l'avvicina mai, le parla, senza ascoltarla, la vede ma senza guardarla.
poi lui, le confida finalmente la sua posizione: lui la ama ancora. ma in un modo diverso.
e li, nonostante la mia previsione indolore, raffaella aveva scelto la confessione nel terrore.
addirittura per essere certo che il messaggio fosse digerito, lui ricorda che il treno era passato e che lei lo aveva perso.
io non ho creduto ad una singola parola. ma raffaella aveva incassato. arrabbiata non solo per le parole, ma perche' le avevo anticipato il triste sipario..
pero' se quella frase inizialmente le aveva tolto l'aria, un secondo dopo, raffaella percepi' come un sollievo.
il sollievo di sapere e non dover piu' dedurre, intuire, inventare.
aveva capito, la' dove capire voleva dire sanguinare per guarire.
ora, poteva restituirsi alla sua vita, senza dover aspettare, o aspettarsi piu' nulla.
lei, sulla strada di ritorno, mentre cesare la riaccompagna a casa, mi chiama e cerca di comunicarmi la situazione in codice, e io in non-codice, le dico che è una cojona.
si era impacchettata e consegnata come una piccola kamikaze in erba.
sorpresa di sentire il boato, metre era lei stessa ad aver attivato la carica.
lui il giorno dopo è partito per lavoro. soggiorno di un mese.
raffaella continua a ricevere telefonate, alle quali non ha piu' risposto.
SEPARAZIONE.
(5°TEMPO ad OTTOBRE)
chi è causa del suo mal pianga nel cesso
domenica 16 settembre 2012
7°LEGGE AD ORE
ACCANTO AD UN GRANDE UOMO, C'è SEMPRE UNA GRANDE DONNA.
ACCANTO AD UNA GRANDE DONNA, C'è SEMPRE POSTO.
6°LEGGE AD ORE
da piccola mi hanno insegnato che le bugie non si dicono, poi da grande ho capito che, se proprio vanno dette, vanno dette grosse.
ECSTENSCIO' A CHILOMETRO ZERO: LE DUE FAMIGLIE
parlare delle corna, potrebbe prendermi talmente tanto tempo, citare ogni situazione che mi è capitata e/o che ho vissuto tramite le mie amiche e i miei amici, che dovrei far nascere un blog a posta..
allora per praticita' e per logica parlero' delle due grandi famiglie sotto le quali ci si puo' riconoscere.
le due grandi famiglie in questione potrebbero essere divise in
gruppo tolleranza positivo
gruppo tolleranza negativo
premettendo che io faccio parte del secondo, ci tengo a sottolineare che non ho mai provato una gran stima per il primo, ma recentemente ho cambiato idea.
altra premessa necessaria, il gruppo io lo immagino, ovviamente al femminile, per due motivi, uno perche' mi riesce piu' facile, perche' sono femmina, secondo perche' dubito fortemente che ci sia una categoria maschile cosi' folta da poter formare un gruppo, forse sono semplici "mosche bianche"..
il gruppo "tolleranza positivo", è formato da donne che all'interno della relazione, nonostante sappiano, sospettino, insinuino o addirittura vengano messe al corrente di corna, non mollano la persona con la quale hanno una relazione, che sia essa senza figli, con filgio (1), peggio che mai se con figli (>3)
queste donne, credo geneticamente modificate, riescono ad ignorare, accettare, ingoiare situazioni evidenti, anche portate alla luce del sole, in virtu' del fatto che riconoscono nel loro compagno, il compagno di vita, lo accettano nella loro interezza, e sanno che poi, alla fine, lui tornera' sempre a casa, da loro.
quando ero piccola, pensavo che queste donne avessero poca autostima, poca dignita', ma con il tempo ho imparato a capire che è una diversa forma di amore, che va oltre all'aneddoto, oltre alla litigata, oltre la bugia. queste donne accettano il loro uomo ad ogni costo, come se fosse una missione. ad oggi la loro devozione mi commuove, mi affascina, anche se non nascondo che non faccio e non faro' mai parte della categoria.
le donne "tolleranza negativo" invece, puo' capitare che sospettino, che insinuino e/o che vengano messe al corrente, ma la reazione è totalmente diversa.
dal lancio di piatti, di oggettistica, all'arredamento di piccoli dimensioni, vestiti e accessori, fino ad arrivare al cambiamento di serrature. le donne che appartengono a questo gruppo vogliono sancire la loro posizione da cornute e, successivamente, qualcuna vuole anche avere dettagli sulla/e performance..
pero' una volta fatta la sfuriata, una volta resasi conto dell'affronto subito, la donna tolleranza negativa, non riaccetta il maschio in casa per svariati mesi, se in presenza di figli, anche dopo svariati trimestri.
la storia puo' essere recuperata, ma spesso, si deteriora fino alla chiusura.
non ci sono donne di questo gruppo che io conosca, che dimentichino facilmente il danno subito.
in questo caso rimane la cicatrice e se non si riesce a recuperare nei primi mesi, la vicenda puo' ripetersi di nuovo, ma stavolta per porre fine all'agonia.
i traditori in questione, donne o uomini che siano, devono avere un dono per riuscire a emergere nella loro disciplina...ci sono strateghi e improvvisati, se fate parte della seconda categoria, oltre a non riuscire nell'intento, fate enormi figure di merda.lasciate perdere.
venerdì 14 settembre 2012
ECSTENSCIO' A CHILOMETRO ZERO
ARGOMENTO DI DOMANI SARANNO LE "CORNA" (A GRANDE RICHIESTA ).
UNO DEGLI ASPETTI.
NON TUTTI. MI METTE TANTO TRISTEZZA PARLARNE.
E COMUNQUE, COME DICE UNA MIA AMICA, ANCHE PER PORTAR LE CORNA,
CI VUOLE STILE.
UNO DEGLI ASPETTI.
NON TUTTI. MI METTE TANTO TRISTEZZA PARLARNE.
E COMUNQUE, COME DICE UNA MIA AMICA, ANCHE PER PORTAR LE CORNA,
CI VUOLE STILE.
mercoledì 12 settembre 2012
lettura consigliata
rebecca-la prima moglie, romanzo che, in un periodo non molto sano, mi ha ridato un po' di LUCIDITA'.
perche' ci sono volte in cui ci si incastra sotto la pesante presenza di un'ex o addirittura di una nuova fidanzata.
in carica o no, non cambia il grado di sofferenza che viene partorito, non cambia quanto ci si possa sentire inopportune in presenza di queste donne che vengono idealizzate, mitizzate, o forse inventate anche se non se ne conosce neanche il cognome o il colore preferito.
l'unica cosa che ci fa dannare, è come e quanto ci facciano sentire sbagliate. tutta FUFFA.
un castello di paranoie.
nulla mi ha fatto mai effetto, neanche le mille telefonate consolatorie delle mie amiche, quanto le ultime 10 pagine di questo libro.
DRINK ME
perche' ci sono volte in cui ci si incastra sotto la pesante presenza di un'ex o addirittura di una nuova fidanzata.
in carica o no, non cambia il grado di sofferenza che viene partorito, non cambia quanto ci si possa sentire inopportune in presenza di queste donne che vengono idealizzate, mitizzate, o forse inventate anche se non se ne conosce neanche il cognome o il colore preferito.
l'unica cosa che ci fa dannare, è come e quanto ci facciano sentire sbagliate. tutta FUFFA.
un castello di paranoie.
nulla mi ha fatto mai effetto, neanche le mille telefonate consolatorie delle mie amiche, quanto le ultime 10 pagine di questo libro.
DRINK ME
LILITH e derivati
fascino? seduzione? timore? curiosita'? mistero? disgusto?
non sono ancora sicura di quale sia il sentimento che sovrastandomi, mi lascia basita di fronte questa tipologia di donne, che son sicura vengono scelte per questo destino, loro malgrado.
donne che riescono a fingere anche quando fingere impone sofferenza, chiusura e lucidita' la dove felicita', apertura e lasciarsi-andare dovrebbero essere "la parola d'ordine".
io ero rimasta che si poteva fingere a letto, qualche volta, fingere fuori dal letto, ogni tanto, fingere interesse, spesso-ma-solo per scopi ben precisi, ma fingere su tutta la linea, NO, non lo credevo possibile.
oppure ingenuamente credevo possibile che una potesse fingere su tutta la linea, ma non con il SUO uomo..solo con qualche mal capitato..
le lilith, non hanno il "loro" uomo, sono tutti "clienti" involontari, figurazioni speciali, individui intercambiabili.
i loro rapporti sono progetti, programmi o obbiettivi. nulla è lasciato al caso.
ho deciso di parlare di queste "donne" perche' ieri sono incappata in una che non avevo riconosciuto alla prima manifestazione, perche' pensavo fosse una banalissima anafettiva..una come tante.
poi una volta scambiate piu' delle solite due parole, ho rimesso le sue ultime storie nello stesso file e da li a poco, ho capito..
la categoria non va confusa con le "ladre di mariti", argomento molto piu' complesso che merita un post a parte, visto che ne ho una nel curiculum, e vorrei sputtanarla come si deve.
maria ( come suggerisce qualche anonimo ), aspettava pazientemente di fronte ad un ferramenta, uno di quelli che fanno anche i doppioni delle chiavi...
io la intercetto e mi fermo per salutare..non abitava piu' nel mio quartiere e volevo sapere che fine avesse fatto.
aveva cambiato totalmente look. prima un basico capellosciolto-su-teeshirt-su-jeans-con-scarpedaginnastica, ora un ripulito capelloraccolto-su-borsa ascellareguccibygucci-vestitino bonton-e-ballerine colorcameo.
mi aggiorna del fatto che ORA, da poco piu' di un mese, abita nei quartieri alti (esibendo il suo trofeo, la SUA chiave di casa appena intagliata), che ha lasciato la sua vecchia casa ma soprattutto che si è liberata di "risoamaro", il suo ex.
io difendo a spada tratta il disgraziato, dopo che l'aveva mantenuta, supportata, e aiutata a lei e a suo figlio, per 7 lunghi anni, non meritava un appellativo cosi misero!
lei nonostante non riesca a negare l'impegno sentimentale ed economico (viaggi-vestiti-motorini,etc..) al quale aveva avuto accesso per cosi tanto tempo, mi confessa che era da tempo che se ne voleva andare, ma aveva tenuto fin tanto non aveva trovato qualcuno di piu' "solido" sul quale poter contare.
infatti, alle parole " nuovo fidanzato" come telecomandato, appare vito, con sorriso d'ordinanza poggiato su una camicia con-le-cifre e pantalonefattosumisura.
era stranamente eccitato, non foss'altro di essere stato presentato in quel modo, forse era la sua prima volta. la sua prima nomina.
lei, una volta che lui si allontana, mi confida fra i denti, che stavolta aveva pescato bene, indica un palazzo alle sue spalle..
io poco interessata al 740 della comparsa, saluto e mi allontano un po disgustata.
mentre mi allontano, provo a dirle la frase che l'avrebbe potuta salvare: "ma tu sei felice si?
lei, mostrandomi di nuovo le finestre del primo piano del palazzo-molto-signorile alle sue spalle, con cassettoni affrescati e portone da cui sarebbe potuto uscire un ponte levatoio, mi sorride e mi dice:
felice? ho fatto tombola!". do gas e mi allontano.
mentre guido realizzo che questa ragazza, da che la conoscevo, non mi aveva mai parlato dei suoi fidanzati, ma io sapevo per filo per segno se avevano belle case, barche, cash pretàporter o macchine con cilindrata sopra i duemila.
non mi aveva mai parlato di qualche loro scampagnata o lite, ma solo lamentele sul fatto che nessuno la capiva, anche se di fatto le storie duravo parecchio e che erano tutti fin troppo appiccicosi.
i malcapitati erano stati tutti scelti in funzione dell'utilita' del momento. nessuno aveva doti particolari o affini al suo carattere. chi era comodo per la casa, chi per rimpinzare il conto in banca, chi per farla vivere finalmente da 40enne nella roma bene-civediamoinbarcaquestoweekend-cara?.
non giudico tanto la persona che non riesco ancora oggi a decifrare, non giudico gli obbiettivi miseri. quello che mi fa paura/timore/disgusto è il riuscire a portare a termine il tutto, senza nessuno tipo di coinvolgimento, alcuno-verso-nessuno.
tutto questo preambolo per arrivare alla cosa che merita la mia attenzione e la mia curiosita:' che tipo di uomini firmano il contratto con le cuoridighiaccio?
che cosa cercano? che cosa li spinge ad aspettare di essere ricambiati da persone che non sono in grado di "manifestare" o "percepire" nessun tipo di sentimento? riescono veramente ad ignorare il gioco al quale stanno partecipando come semplici pedine?
se le donne lilith, succhiano e poi sputano, chi raccoglie gli uomini sputati?
ahime', l'amara risposta è che gli uomini che hanno una lilith in curriculum, non riescono piu' ad amare, ma solo a farsi scegliere e a fare/farsi-fare tanta compagnia.
non sono ancora sicura di quale sia il sentimento che sovrastandomi, mi lascia basita di fronte questa tipologia di donne, che son sicura vengono scelte per questo destino, loro malgrado.
donne che riescono a fingere anche quando fingere impone sofferenza, chiusura e lucidita' la dove felicita', apertura e lasciarsi-andare dovrebbero essere "la parola d'ordine".
io ero rimasta che si poteva fingere a letto, qualche volta, fingere fuori dal letto, ogni tanto, fingere interesse, spesso-ma-solo per scopi ben precisi, ma fingere su tutta la linea, NO, non lo credevo possibile.
oppure ingenuamente credevo possibile che una potesse fingere su tutta la linea, ma non con il SUO uomo..solo con qualche mal capitato..
le lilith, non hanno il "loro" uomo, sono tutti "clienti" involontari, figurazioni speciali, individui intercambiabili.
i loro rapporti sono progetti, programmi o obbiettivi. nulla è lasciato al caso.
ho deciso di parlare di queste "donne" perche' ieri sono incappata in una che non avevo riconosciuto alla prima manifestazione, perche' pensavo fosse una banalissima anafettiva..una come tante.
poi una volta scambiate piu' delle solite due parole, ho rimesso le sue ultime storie nello stesso file e da li a poco, ho capito..
la categoria non va confusa con le "ladre di mariti", argomento molto piu' complesso che merita un post a parte, visto che ne ho una nel curiculum, e vorrei sputtanarla come si deve.
maria ( come suggerisce qualche anonimo ), aspettava pazientemente di fronte ad un ferramenta, uno di quelli che fanno anche i doppioni delle chiavi...
io la intercetto e mi fermo per salutare..non abitava piu' nel mio quartiere e volevo sapere che fine avesse fatto.
aveva cambiato totalmente look. prima un basico capellosciolto-su-teeshirt-su-jeans-con-scarpedaginnastica, ora un ripulito capelloraccolto-su-borsa ascellareguccibygucci-vestitino bonton-e-ballerine colorcameo.
mi aggiorna del fatto che ORA, da poco piu' di un mese, abita nei quartieri alti (esibendo il suo trofeo, la SUA chiave di casa appena intagliata), che ha lasciato la sua vecchia casa ma soprattutto che si è liberata di "risoamaro", il suo ex.
io difendo a spada tratta il disgraziato, dopo che l'aveva mantenuta, supportata, e aiutata a lei e a suo figlio, per 7 lunghi anni, non meritava un appellativo cosi misero!
lei nonostante non riesca a negare l'impegno sentimentale ed economico (viaggi-vestiti-motorini,etc..) al quale aveva avuto accesso per cosi tanto tempo, mi confessa che era da tempo che se ne voleva andare, ma aveva tenuto fin tanto non aveva trovato qualcuno di piu' "solido" sul quale poter contare.
infatti, alle parole " nuovo fidanzato" come telecomandato, appare vito, con sorriso d'ordinanza poggiato su una camicia con-le-cifre e pantalonefattosumisura.
era stranamente eccitato, non foss'altro di essere stato presentato in quel modo, forse era la sua prima volta. la sua prima nomina.
lei, una volta che lui si allontana, mi confida fra i denti, che stavolta aveva pescato bene, indica un palazzo alle sue spalle..
io poco interessata al 740 della comparsa, saluto e mi allontano un po disgustata.
mentre mi allontano, provo a dirle la frase che l'avrebbe potuta salvare: "ma tu sei felice si?
lei, mostrandomi di nuovo le finestre del primo piano del palazzo-molto-signorile alle sue spalle, con cassettoni affrescati e portone da cui sarebbe potuto uscire un ponte levatoio, mi sorride e mi dice:
felice? ho fatto tombola!". do gas e mi allontano.
mentre guido realizzo che questa ragazza, da che la conoscevo, non mi aveva mai parlato dei suoi fidanzati, ma io sapevo per filo per segno se avevano belle case, barche, cash pretàporter o macchine con cilindrata sopra i duemila.
non mi aveva mai parlato di qualche loro scampagnata o lite, ma solo lamentele sul fatto che nessuno la capiva, anche se di fatto le storie duravo parecchio e che erano tutti fin troppo appiccicosi.
i malcapitati erano stati tutti scelti in funzione dell'utilita' del momento. nessuno aveva doti particolari o affini al suo carattere. chi era comodo per la casa, chi per rimpinzare il conto in banca, chi per farla vivere finalmente da 40enne nella roma bene-civediamoinbarcaquestoweekend-cara?.
non giudico tanto la persona che non riesco ancora oggi a decifrare, non giudico gli obbiettivi miseri. quello che mi fa paura/timore/disgusto è il riuscire a portare a termine il tutto, senza nessuno tipo di coinvolgimento, alcuno-verso-nessuno.
tutto questo preambolo per arrivare alla cosa che merita la mia attenzione e la mia curiosita:' che tipo di uomini firmano il contratto con le cuoridighiaccio?
che cosa cercano? che cosa li spinge ad aspettare di essere ricambiati da persone che non sono in grado di "manifestare" o "percepire" nessun tipo di sentimento? riescono veramente ad ignorare il gioco al quale stanno partecipando come semplici pedine?
se le donne lilith, succhiano e poi sputano, chi raccoglie gli uomini sputati?
ahime', l'amara risposta è che gli uomini che hanno una lilith in curriculum, non riescono piu' ad amare, ma solo a farsi scegliere e a fare/farsi-fare tanta compagnia.
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