un blog per sopravvivere al mal d'amore e per non annoiarsi sul trenoaltavelocita' roma-milano
sabato 11 gennaio 2014
" CHI DORME, PIJA I RESTI " - II PARTE
nonostante la convivenza sembri molto naturale, il passaggio fisiologico dopo tutti quegli anni di conoscenza, patrizia sembra sentirsi sempre ospite, e non un ospite qualunque, un ospite con scadenza. diventata oramai una consuetudine, i due scoprono cio' che succede tra loro, mentre succede, non un accenno a spiegarsi, parlarsi o capirsi.
patrizia è satolla di questa situazione, vuole trovare una soluzione, percepisce il legame, ma non riesce a dargli forma perche' il copione viene scritto solo una volta girata la scena.
mauro, subisce, deduce, ignora e accoglie, come se tutta questa passivita' fosse un premio e non una punizione per tutti quegli anni passati insieme.
il suo modo di fare è sempre lo stesso, ed ad ogni piccolo accenno di discussione, si difende con la stessa frase da anni : " io sono fatto cosi, cosa ti aspetti? ".
patrizia, alle soglie della disperazione, sotto una sorta di ricatto, imprigionata in una gabbia dorata, che stranamente, aveva sapientemente arredato, non sa piu' se quello che stava succedendo le combaciasse o meno.
tenta il tutto per tutto e coinvolge mauro in un viaggio sorpresa.
le sorprese sono due, perche' mauro accetta entusiasta!
lei a quel punto decide che quella vacanza sara' il nonluogo dove lei gli confessera' i suoi veri sentimenti, e dove gli chiedera' conferme della sua presenza nella sua vita.
quindi, stufa di fare la comparsa nella vita di lui e non la protagonista della propria, patrizia, cambia di nuovo assetto, come se l'occhio di bue da lei manovrato in quegli anni, tornasse improvvisamente su di lei.
si mette al centro. e a sua grande sorpresa, non le dispiace affatto.
mentre prepara ogni singolo dettaglio della vacanza, ogni piccola escursione, ogni singolo visita guidata, ogni singolo pasto, studiando a memoria tutte le guide del messico e dintorni, intravede mauro, stanco, sulla poltrona mentre sfoglia un giornale annoiato.
lo guarda, e i 7 anni le passano davanti come una rassegna di film tristi, tutti con lo stesso finale.
tutto le appare inutile, fuori luogo, e ingiusto. patrizia era gia' partita con la testa, e mauro probabilmente non avrebbe lasciato il suo triste e cupo mondo neanche una volta arrivato al check-in.
scuote la testa, il suo progetto si fa largo tra i cattivi pensieri, li spazza via e con grande fatica, patriza cerca il suo entusiasmo quasi pensando di non averlo mai avuto.
da quando il padre era scomparso, mauro aveva perso quella poca iniziativa che lo abitava..
nonostante questo, un pomeriggio, creando un'espressione nuova sul viso di patrizia, decide di organizzare una cena.
ovviamente patrizia si sarebbe dovuta occupare di decidere cosa mangiare, fare la spesa, cucinare, e chiamare gli amici. mauro era esente, in quanto aveva gia' dichiarto anni prima, che non era in grado, una sorta di autocertificazione di inettitudine che lo proteggeva da qualsiasi critica e/o discussione.
patrizia provava piacere a fare la donna di casa, perche' in quanto donna di casa, si sentiva donna, e in quanto donna, donna di mauro. un sillogismo che era chiaro solo a lei e a chi, come lei, rifiutava di vedere la realta' dei fatti.,
dopo aver chiamato, comprato, trasportato, organizzato, cucinato e sistemato, la cena è pronta.
una decina di persone ospiti, tra amici della "coppia" e amici dell'universita'.
mentre patrizia stava combaciando perfettamente al ruolo che le era stato assegnato per quella sera, sorrisi e chiacchere q.b.,
laura, un'amica dei due, interrompe un momento di chiacchere con una domanda, apparentemente innocua.
- " ... insomma, alla fine siete andati a vivere insieme, ce l'avete fatta!"
immediata e efficace, arriva la risposta di mauro, come una sberla:
-" ... ma no, non abitiamo insieme, ospito patrizia per un po' perche' non è ancora riuscita a trovare casa... "
" CHI DORME, PIJA I RESTI " - III PARTE, domani
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